Fonduta Valdostana ricetta con Fontina DOP

Nessuno può resistere alla fonduta valdostana, gustoso piatto unico a base di formaggio fuso e cremoso ma non filante, servito caldo in un’apposita casseruola, che prende il nome di caquelon.

Con apposite forchettine a due o tre denti, dalla forma allungata e con impugnatura in legno, si intinge del pane nella fonduta, tracciando un movimento “a otto”, affinché pane e formaggio si leghino in modo ottimale.

Specialità invernale tipica della Valle d’Aosta, pare che sia, in realtà, originaria della Svizzera. Altri, invece, fanno risalire la fonduta alla città di Torino.

Fonduta Valdostana ricetta con Formaggio

La fonduta è realizzata con formaggi locali, e, pertanto, assume connotazioni specifiche a seconda del territorio.

La fonduta valdostana è realizzata con Fontina DOP, stagionata al punto giusto, amalgamata a burro, latte e tuorli d’uovo. Non è previsto l’uso di vini o liquori.

La fondue suisse, invece, viene realizzata con:

  • Emmentaler, prodotto nella Valle del Fiume Emme;
  • Gruyère prodotto nell’omonimo distretto nel Canton Friburgo;
  • con uno dei due formaggi e Vacherin Friburgeois, a pasta molle.

I formaggi vengono cotti lentamente con vino bianco ed acquavite di ciliegie, che donano alla fondue un delicato sapore alcolico.

La ricetta della Savoia francese prevede, invece, l’uso di formaggio Comté e Beaufort DOP.

SONY DSC

Fonduta Valdostana ricetta e varianti

Diffusa tra Valle d’Aosta, Piemonte, Svizzera e Savoia francese, la fonduta ha valicato i confini nazionali ed internazionali e, negli anni, sono nate diverse varianti.

La Fondue Bourguignonne, priva di formaggio, prevede la cottura di prelibati bocconcini di carne di manzo, vitello, maiale, pollo o agnello in una caquelon piena di olio aromatizzato.

In Galles, nel Regno Unito, c’è un piatto simile alla fonduta valdostana, il Welsh rarebit, realizzato con formaggio Cheddar, dal colore giallo intenso, fuso con tuorlo d’uovo, farina, senape, pepe e Worcestershire sauce. Talvolta viene aggiunta della birra scura alla preparazione.

Spostiamoci in Oriente. La versione cinese della fonduta prende il nome di Hot Pot, con carne cotta in brodo e spezie, mentre in Giappone troviamo il Sukiyaki, con pezzetti di manzo, tofu, cavolo cinese e funghi enoki cotti in un brodo a base di saké.

Variante estremamente nota e golosa, la fonduta di cioccolato, invece, si ottiene sciogliendo del cioccolato in un pentolino o in una caquelon, in cui andrete ad intingere tocchetti di frutta fresca, biscotti o piccoli tranci di torta.

Come preparare la fonduta valdostana

Considerata un simbolo di convivialità, la fonduta viene portata in tavola nella caratteristica caquelon, una tipica casseruola di ceramica, ghisa, metallo, rame, acciaio terracotta o porcellana, dal fondo spesso.

Durante i pasti, la caquelon viene posizionata al centro della tavola su un apposito supporto di ferro o metallo, chiamato réchaud, contenente un fornello ad alcool o una candela, che permettono al formaggio di mantenere la giusta temperatura.

Per ottenere un composto liscio e senza grumi, si consiglia di seguire l’antica, tradizionale ricetta della fonduta valdostana, che indichiamo di seguito.

Fonduta Valdostana ricetta e ingredienti per 4 persone

  • 400 grammi di fontina;
  • 4 tuorli d’uovo;
  • 250 ml di latte intero;
  • 30 grammi di burro.

Tagliate la Fontina a fettine sottili, togliete la crosta e mettetela in ammollo nel latte per un paio d’ore, in un recipiente alto e stretto. Trasferite il latte ed il formaggio in una pentola dal fondo spesso, che andrete a posizionare su un fornello, a fuoco basso. Unite il burro ed assicuratevi che il latte non arrivi mai ad ebollizione durante la preparazione.

Mescolate con una frusta o un cucchiaio di legno per evitare che si formino grumi. Quando il formaggio si sarà completamente fuso, aggiungete i tuorli d’uovo, e continuate a mescolare fino a quando il composto si sarà addensato. Calcolate, approssimativamente, mezzora di cottura. Affinché la fonduta valdostana sia ben riuscita non deve filare.

Spegnete il fuoco, e versate la fonduta nella caquelon. Prima di aggiungere sale, si consiglia di assaggiare perché, in genere, la Fontina è già sufficientemente salata. Aggiungete un pizzico di pepe bianco e servite con pane tostato tagliato a pezzetti.

Cosa fare se la fonduta “impazzisce”

Se gli ingredienti non si legano o la fonduta risulta particolarmente grumosa, si consiglia di mettere del burro in un pentolino e, una volta sciolto, aggiungere un cucchiaio di farina. Mescolate fino ad ottenere una crema densa, dopodiché aggiungete un tuorlo d’uovo, 100 ml di latte ed un cucchiaio di fonduta.

Amalgamate con cura, abbassate il fuoco ed aggiungete il resto della fonduta, un cucchiaio alla volta. Continuate a mescolare fino ad ottenere un’ottimale consistenza. Anche se il miscuglio non dovesse promettere bene, abbiate pazienza e continuate a mescolare. I grumi scompariranno ed otterrete un composto denso e cremoso.

Consigli ed accorgimenti

Mentre si gusta la fonduta valdostana è sconsigliabile bere acqua minerale o bibite fredde, che rischiano di causare bruciore di stomaco e cattiva digestione. Il consiglio è quello di dissetarsi con tè caldo o vini bianchi con acidità limitata, come Erbaluce di Caluso o Falanghina.

Questo piatto vi darà grandi soddisfazioni per il prossimo inverno. Se amate il gusto dei piatti regionali italiani, vi segnaliamo anche la ricetta del frico friulano, altra eccellenza che si sposa molto bene con le stagioni fredde. Buon appetito !

Total
3
Shares

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*